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CHI SIAMO

Fra tradizione e innovazione

Rosanna Coco (in arte, R.Coco) è nata e cresciuta in Sicilia, Italia. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, inizia a lavorare nel suo laboratorio di ceramica sito a Paternò (nella provincia di Catania), dove attualmente vive.

Il legame con la propria terra, la Sicilia, è molto forte: una terra di miti e leggende, un luogo magico tra cielo e mare dove i colori, i profumi, la luce avvolgono i sensi dell’artista.

La sua formazione è frutto di una continua ricerca e di un grande amore per la sua terra.

Nei suoi dipinti, che si possono definire “finestre aperte sulla Sicilia“, è possibile apprezzare la spazialità e la luminosità tipica dei paesaggi mediterranei.

Rimanendo sempre fedele alle sue origini, decide di dare largo spazio nelle sue opere ai soggetti tipici della tradizione siciliana. L ‘attrazione per la semplicità della materia “argilla”, quel legame che da sempre unisce l’essere umano alla terra, la sua infinita trasformazione e plasticità, hanno fatto sì che si avvicinasse ad esplorare nuove tecniche come quella della ceramica “Raku” che ad oggi rappresenta la sua espressione migliore.

È proprio la curiosità di innovarsi costantemente che l’ha avvicinata al mondo della ceramica. Opere contemporanee ma colme di poesie e delicatezza.

Con la collaborazione della ceramista Loredana Fragalà, sono stati creati vasi raku che hanno pali di fichi d’India, vasi con teste di moro o ruote del famoso carretto siciliano.

Le ceramiche Raku vengono apprezzate per la loro bellezza unica e imprevedibile. Vengono spesso utilizzate come opere d’arte decorative, vasi, sculture o gioielli.

La tecnica Raku

Il rapporto dell’artista con la tecnica raku è un rapporto di continua ricerca del bello, di armonia ed eleganza.

Privilegiando linee morbide e un gusto dal designer moderno, nell’ultima collezione l’artista ha voluto sperimentare l’unione di due culture: la tecnica raku con un design di stile siciliano.

Le ceramiche Raku sono un tipo particolare di ceramica caratterizzato da un processo di cottura e smaltatura specifico che crea effetti unici e imprevedibili. Questa tecnica di ceramica prende il nome dalla parola giapponese “raku”, che significa “gioia” o “felicità”.

Le ceramiche Raku hanno origini antiche in Giappone, risalenti al XVI secolo, ed erano inizialmente utilizzate per la cerimonia del tè. Oggi, la tecnica Raku è ampiamente diffusa in tutto il mondo e viene utilizzata per creare opere d’arte ceramiche.

La pietra lavica dell'Etna

In questo suo percorso artistico, R.Coco ha avuto la fortuna di incontrare maestri ceramisti che l’hanno accolta nei propri laboratori, trasmettendole le loro conoscenze e tecniche.

Ha avuto la possibilità di lavorare con la pietra lavica dell’Etna, che ha arricchito con preziose pitture ceramizzate e decorate. Nella sua carriera, ha partecipato attivamente alla “Scuola Museo della Pietra Lavica dell’Etna ceramizzata”, fondata nel 1998 a Nicolosi (Catania) dal maestro Barbaro Messina, parte integrante di questa realtà artistica.

R.Coco ha all’attivo diverse esposizioni nel territorio in collaborazione con “EA EffettoArte” a cura della Dott.ssa Leonarda Zappulla, per le quali ha ottenuto il “Premio Vittorio Sgarbi” e la conseguente pubblicazione di alcune sue opere in una collana di sei volumi.

Il processo di lavorazione

La lavorazione di un oggetto raku è molto complessa. La sua tecnica di  stravolge il metodo tradizionale della maiolica.

Il processo di cottura Raku coinvolge il riscaldamento rapido degli oggetti di ceramica a temperature elevate, generalmente intorno ai 900-1000 gradi Celsius, nel forno.

Dopo la cottura, gli oggetti vengono rimossi dal forno ancora incandescenti e posti in contenitori sigillati con materiali infiammabili come paglia o segatura. Questo crea un ambiente a riduzione all’interno del contenitore e provoca reazioni chimiche che influenzano l’aspetto finale delle ceramiche.

Gli artisti che lavorano con le ceramiche Raku spesso sperimentano con smalti, ossidi e altre tecniche per ottenere effetti ancora più sorprendenti. Le ceramiche Raku possono presentare una vasta gamma di colori, tra cui neri, blu, verdi, rossi e metallizzati, con riflessi metallici o iridescenze.

Ma come nasce un oggetto raku? Innanzitutto nasce dal progetto, da un disegno, per poi passare alla modellazione dell’argilla. L’argilla può essere refrattaria o semi-refrattaria, adatta a subire lo shock termico. In pochi istanti, l’oggetto passa da una camera di cottura che oscilla tra i 925/940 gradi a essere immerso nell’acqua.

Gli smalti sono auto-prodotti dal ceramista con materie prime come ossidi che generano la varietà dei colori e gli altri elementi che il ceramista modella e modifica a secondo di ciò che vuole ottenere.